mag 18

Alcuni conti non tornano… altri sì!

Gianni De Gennaro è un poliziotto di lunga lena. Fors è il migliore fra i
 poliziotti italiani. Tuttavia, su di lui pesano le ombre dei pestaggi alla 
scuola Diaz e le porcherie combinate alla caserma di  Bolzaneto: Genova
 2001. Se fossimo stati in un ‘paese normale’, il nostro sarebbe stato
 cortesemente e fermamente invitato ad andarsene. Magari, la sua carriera 
l’avrebbe finita dirigendo qualche polizia privata. Invece no, durante il
 secondo Governo Prodi, l’allora Ministro degli Interni, Giuliano Amato lo 
aveva promosso a un importante incarico ministeriale e la cosa ci era
 sembrata grave. Venerdì 11 maggio, il professor Monti lo ha nominato
 Sottosegretario. Dunque, il poliziotto dei pestaggi di Genova è approdato a
 un incarico governativo. I conti non tornano.
 Questa mattina, a Roma, ponte Garibaldi, c’è stato l’annuale ricordo di
 Giorgiana Masi, morta il 12 maggio 1977, per mano di un poliziotto di
Cossiga. A parte una piccola scaramuccia verbale con un radicale, risoltasi 
con l’invito, accettato, a intervenire con i nostri microfoni, è stata una 
bella e partecipata manifestazione. I conti tornano.
 Oggi pomeriggio, a partire dalle ore 14 c’è stato un grosso e combattivo
 corteo della Federazione della Sinistra. Il corteo è stato così partecipato
 che tanti comunisti in una volta sola non si vedevano da anni e perfino la 
RAI TV se n’è accorta. I conti tornano. 
Il governo Monti promuove De Gennaro a incarichi ministeriali; il PD 
continua ad appoggiare il governo Monti che promuove De Gennaro; SEL
 continua a inseguire il PD che appoggia Monti, che promuove De Gennaro. 
Eppure, nel 2001, a Genova c’erano pure i compagni che ora militano in SEL. 
A questo proposito, ricordo di un libro di poesie che Nicola Vendola aveva 
dedicato a Carlo Giuliani. I conti non tornano.

Mario Iatonna

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apr 24

Il filosofo Alain Badiou: «Comunismo è il nome dell’alternativa»

Intervista al filosofo francese Alain Badiou. 

«La filosofia che desidero fare è una filosofia che ha una rilevanza per i rivoluzionari. Una filosofia che non soltanto non li contraddice ma li aiuta a cambiare il mondo». Il tono è dato. Incontro con un giovane uomo di 85 anni.

Nel 2012, fare una conferenza sulla rivoluzione, non è un anacronismo?

Alain Badiou: In un certo senso, questa parola è sempre anacronistica perché in fin dei conti, ciò che caratterizza le rivoluzioni, è in generale che nessuno le ha attese, né previste. Sono delle rotture. La difficoltà, è che questa parola ha molti sensi finali (finalement). Quel che io credo, è che se si intende per «rivoluzione», un evento collettivo che produce una rottura nell’ordine stabilito e che ha come strascico delle conseguenze sull’organizzazione della collettività, non ci sono ragioni di pensare che questa parola sia meno appropriata all’ordine del giorno, all’attualità che ai suoi precedenti. Se ne vedono oggi giorno delle sorte di sintomi. Io penso che le rivoluzioni della primavera araba, il movimento degli indignati, i piccoli gruppi che tentano di fare qualche cosa sulle questioni della regolarizzazione dei sans-papier o i tentativi a livello statale in America Latina, indicano che non c’è alcuna ragione per disperare. Leggi tutto »

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apr 19

Quello che “Diaz” non dice

di Vittorio Agnoletto

Un grande battage pubblicitario annuncia da mesi l’ uscita del film “Diaz. Don’t clean up this blood”.

Molti critici e giornalisti hanno convalidato quanto più volte ripetuto sia dal produttore che dal regista: “I fatti narrati in questo film sono tratti dagli atti processuali e dalle sentenze della corte di appello di Genova”; come dire: quello che si vede nel film è la verità oggiAggiungi un appuntamento per oggi accertata.

Non c’è dubbio che le lunghe sequenze che mostrano le gravissime violenze agite dalla polizia alla Diaz e le torture praticate a Bolzaneto rendono visibile per la prima volta quanto è avvenuto nella scuola e nella caserma; su questo ha ragione Angelo Mastrandrea (il manifesto 7 aprile).

Questo è senza dubbio un merito che di per sé può motivare la visione del film. Il rischio dell’oblio è forte e non c’è dubbio che i nostri governanti siano impegnati, da quasi undici anni, a cancellare dalla memoria collettiva quei fatti.

Chiunque uscirà dalla proiezione si sentirà fortemente coinvolto e indignato dalla ferocia delle violenze istituzionali alle quali avrà assistito. E’ l’efficacia del film, un pugno nello stomaco che non si dimentica. Ma tale riconoscimento non può esimerci dall’esercitare, anche in questo caso, un’analisi critica, tanto più rigorosa quanto più il film tende a essere presentato come aderente alla verità storica e processuale. Leggi tutto »

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apr 16

Chi era John Maynard Keynes?

 

Questo articolo è apparso sul numero di gennaio-febbraio de La Riposte, la rivista dei marxisti francesi. Getta una luce sul presunto progressismo di John Maynard Keynes, icona di tanti circoli intellettuali di sinistra.

Nel 2009, il volume di scambi commerciali nel mondo è crollato del 12%. Si tratta di un arretramento senza precedenti dal 1945 che è proseguito nel 2011. La Francia entra in recessione. L’economia europea ristagna o si contrae, a seconda dei paesi. La crisi di sovrapproduzione ha spinto molti paesi già iper indebitati sul limite del fallimento. Per “rassicurare i mercati”, i governi infliggono alla massa della popolazione europea una caduta del loro livello di vita. I lettori abituali de La Riposte conoscono la nostra posizione.

Il capitalismo è un sistema che ha esaurito il suo potenziale storico, sta distruggendo le conquiste sociali del passato. Per uscire dalla crisi e dalla regressione sociale, bisognerà uscire dal capitalismo. Noi consideriamo che le idee del marxismo rivoluzionario – che tanta gente a destra come a sinistra aveva relegato al museo delle curiosità antiche – non hanno perso nulla della loro pertinenza. La lotta contro il capitalismo va di pari passo con la necessità di riarmare il movimento operaio francese – in particolare il PCF – con le idee, i principi e il programma del marxismo. Leggi tutto »

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